Le 10,25

orologio

“Orrenda” è la prima parola che si legge nella prima pagina della Gazzetta di Parma di 36 anni fa. Che poi racconta, con le parole dell’inviato Antonio Mascolo,  dei corpi straziati e delle tonnellate di macerie,  di zoccoli e bagagli scagliati a decine di metri di distanza, della corsa dei volontari all’ospedale di Bologna per donare il sangue per le cure ai 200 feriti.

Stragedibologna-2

85 morti (anche il bercetese Pier Francesco Laurenti): l’Italia delle vacanze colpita al cuore nel modo più vigliacco. Ancor più, se possibile, di quanto già visto a Piazza Fontana, a Brescia, sul treno Italicus.

Vi rimandiamo a Wikipedia  e alle altre fonti sul web se volete approfondire la lunga sequenza di indagini, depistaggi, condanne, ipotesi alternative… Quel che è certo, è che per Bologna come per le altre stragi non conosciamo ancora la verità: soprattutto, non sappiamo chi ha deciso quelle carneficine, chi si è reso mandante dell’orrore inumano.

Ecco perchè, 36 anni dopo, è giusto che quell’orologio segni ancora le 10,25: segni un orario senza tempo nell’attesa della Verità.

strage

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