Sicurezza: Casa, i parlamentari, noi

cattura

E’ l’assessore con delega alla sicurezza. E quindi un lungo intervento social di Cristiano Casa, che prende spunto da alcuni titoli della Gazzetta di ieri,  merita certamente di essere letto e approfondito. Ecco quindi il testo del post dell’asssessore su facebook: 

Parliamo di #sicurezza. Ci sono persone che sul tema parlano a vanvera, giocando sull’esasperazione dei parmigiani, mentre ieri a pagina 10 e 11 la Gazzetta di Parma ha fatto una fotografia reale della situazione:
– organici delle forze dell’ordine sempre più carenti,
– sistema penale totalmente inefficace,
– fenomeno dell’immigrazione totalmente fuori controllo con migranti che, in molti casi, vengono accolti e per tutta risposta delinquono bellamente, senza alcun effetto penale.

In tutto questo c’è chi parla, ma soprattutto c’è chi fa: per quanto ci riguarda, vengono infatti svolti controlli congiunti tra le varie forze dell’ordine nei punti caldi della città. Questi controlli potrebbero essere più efficaci ma, come spiega bene il sindacato di Polizia, la situazione degli agenti è drammatica per carenze sempre più pesanti di organico e di equipaggiamenti e mezzi. Tuttavia identificati gli spacciatori, questi vengono arrestati. Ma poi cosa succede? Pur condannati, la pena viene sospesa e dopo poche ore sono subito fuori. In entrambi i casi si tratta di un richiedente asilo e di un soggetto già in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari! Finita qui? No: si parla poi della “gita” di due “pendolari del furto” moldavi che sono arrivati in Italia: la Polizia trova nello zaino passamontagna, guanti, torce, cacciaviti, ecc e, per questo, vengono denunciati a piede libero. Vale a dire che, grazie alle nostre leggi, sono ancora in giro per le nostre strade. Bel Paese l’Italia: i Comuni e le Forze dell’Ordine si sforzano di far rispettare la legge, ma la legge non si sforza di garantire la pena a chi commette reati. Parlamentari parmigiani e governo: se esistete, battete un colpo!

La fotografia della situazione da parte di Casa è (purtroppo) in gran parte incontestabile: dimensioni del problema, problemi di risorse per le forze dell’ordine e legislazione colabrodo sono purtroppo cronaca quotidiana. Il rischio, e l’aspetto che non condivido come già in tanti confronti politici parmigiani, è che anche qui ci si fermi alla parte di problema che più conviene: l’assessore chiede più interventi ai parlamentari, e specularmente l’opposizione (che comprende anche il partito di tutti e tre i parlamentari di Parma) punta il dito sulle situazioni di degrado e di mancato controllo locale.

Ma è evidente che così si finisce semplicemente per rimpallarsi le responsabilità politiche: e in mezzo restano i cittadini con i loro disagi o peggio. Come nel racconto pubblicato, sempre su Facebook, da Cinzia Ferraroni (già candidata sindaca in passato) che dice fra l’altro:

Mia madre di 80 anni è stata derubata del portafoglio sulla linea 5 un mese fa da due tunisini, una settimana fa buttata a terra da un ciclista  che l’ha urtata ed è scappato, lasciandola a terra con la tibia rotta. Il degrado di tante zone a Parma è evidente. Non c’è un vigile che sorveglia, sono oramai anni che San Leonardo è sede di spaccio, in viale dei Mille alla sera devi lasciare liberi i parcheggi per quelli che comprano droga. Domenica durante il Palio di Parma una signora di Quattro Castella ha visto defecare e pisciare davanti ai suoi occhi i ragazzi senegalesi che stazionano sulle panchine, manderà una lettera alla Gazzetta e non parteciperà più il prossimo anno…

Allora qui non si tratta di dire “assessore (o sindaco), fai di più” o “parlamentari fate di più”. Ci sono situazioni che non possono essere modificate nè da un parlamentare nè da un sindaco nè da un assessore. Ma occorre anche (mi viene il paragone con il mio mestiere, che è in crisi a livello globale ma in cui poi ogni testata di ogni città cerca la propria ricetta) che una città si confronti, e semmai metta insieme le forze, per capire come – in questo contesto confuso e preoccupante – possiamo almeno migliorare le cose. Qui.  Oggi, ad esempio, su Repubblica è uscita una lettera-appello del sindaco di Bergamo (ex direttore di Canale 5) Giorgio Gori: ecco il testo . Perchè l’unica cosa sicura è che qualcosa dobbiamo fare, prima che la gente perda davvero la pazienza (e stavolta non si può più solo parlare delle strumentalizzazioni di questo o quel partito, che pure continuano ma trovano terreno sempre più fertile anche in chi certo non può essere definito xenofobo o razzista).

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