Linea “dura” al Falcone Borsellino. Se i ragazzi giocano a Gomorra, noi togliamo le panchine. Agli anziani…?

No, in realtà  e a dispetto del titolo non voglio fare ironie nè critiche politiche superficiali. Anzi, mi piacerebbe che proprio questo esempio servisse a ragionare insieme sia sul problema specifico sia sul meccanismo delle decisioni in città e nei quartieri. 

Spiego rapidamente i fatti. Le due foto si riferiscono all’ingresso del parco Falcone Borsellino (già più volte e ingloriosamente noto alle cronache) dalla parte di via Provesi. Proprio lì, come vedete nella foto a sinistra, un paio di settimane fa sono stati segnalati e fotografati alcuni giovani che con pistole a pallini di plastica hanno iniziato a bersagliare tapparelle e lampioni, per poi esibirsi incuranti ad un tiro a segno a lattine e bottiglie, quasi a imitazione delle scene di apprendistato della fiction Gomorra.

L’episodio, che si aggiungeva ad una serie di vandalismi e molestie, ha ovviamente allarmato e mobilitato gli abitanti della zona che hanno dato vita ad un gruppo whatsapp di controllo di vicinato ed hanno contattato Polizia municipale e Comune.

Fin qui tutto bene (si fa per dire). Ma questa mattina gli operai del Comune sono intervenuti e hanno rimosso le panchine. Che però non erano solo la base del tiro a segno di alcuni giovani, ma un abituale punto di ritrovo per diversi anziani della zona.

A me pare una decisione sbagliata per alcune ragioni:  1) perché si è già visto in piazzale Dalla Chiesa che togliere panchine non toglie il degrado, 2) perchè invece si toglie uno spazio di socializzazione ad anziani con scarsa mobilità , 3) perchè mi sembra una risposta di debolezza più che di forza, 4 ) perchè forse una decisione così andrebbe prima discussa in modo più ampio con chi abita in zona.  Insomma, anche se ovviamente siamo tutti concordi sugli obiettivi,  a me sembra quasi una consegna del territorio ai fan di “Gomorra”…

…Ma come ripeto non voglio accendere polemiche nè dare giudizi superficiali e so che ci sono anche opinioni diverse. Però credo che sia il momento di provare ad affrontare questi temi con un progetto un po’ più organico della rimozione di alcune panchine, e anche di rivedere il meccanismo decisionale nei quartieri, ferma restando l’utilità dei gruppi whatsapp per segnalazioni “a caldo”.

Che non ci siano più gli organismi di Quartiere non è colpa di chi ci governa oggi nè di chi ci governerà domani. Ma è forse arrivato il momento di trovare idee (anche assemblee pubbliche proprio in questi spazi?) per arrivare a decisioni che siano davvero le migliori, su una questione già complicata di suo. E questo potrebbe essere un buon tema anche per tutti gli aspiranti sindaco.

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