“Verdi liberato”: sarà aperto al pubblico l’archivio verdiano

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Comunicato stampa –  “Liberiamo Verdi”: con queste parole, uno anno fa, 50 grandi musicisti e uomini di cultura (da Chailly a Pappano, da Pollini a Cacciari) avevano chiesto al Presidente Mattarella e al Ministro dei Beni culturali di rendere consultabile, attraverso una lettera aperta promossa e pubblicata da “Classic Voice”, l’archivio privato di Giuseppe Verdi. 
Lo stesso mensile in precedenza aveva rivelato per la prima volta agli studiosi il contenuto dei 5000 abbozzi verdiani (tra cui circa 900 pagine dedicate a “Falstaff” e 400 a “Otello”) che per decenni erano rimasti inaccessibili.
I manoscritti musicali di Giuseppe Verdi, conservati da oltre un secolo nella villa di Sant’Agata, vicino a Busseto, saranno catalogati, digitalizzati e potranno essere consultati dagli studiosi: come avviene da tempo per i lasciti artistici di tutti i grandi compositori del mondo. L’annuncio è stato dato a Roma, nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del direttore dell’Istituto centrale per i Beni sonori e audiovisivi, Massimo Pistacchi, del direttore generale per gli Archivi del Ministero per i Beni Culturali, Gino Famiglietti, e del presidente dell’Istituto nazionale di studi verdiani, Nicola Sani.
È una notizia importante per la cultura non solo italiana e “Classic Voice” la registra con orgoglio per averne fatto l’oggetto di una campagna di stampa che aveva travalicato i confini nazionali (ne aveva dato notizia l’intera stampa nazionale, ma anche quotidiani prestigiosi come “The Times”): prima denunciando l’anomalia di un archivio così importante inaccessibile agli studiosi; poi rivelando l’elenco dei preziosi manoscritti chiusi in un baule; e infine mobilitando 50 grandi personalità della cultura (tra cui Chailly, Pappano, Pollini, Domingo, Cacciari, Arbasino, Camilleri e molti altri) per un pubblico appello indirizzato al presidente della Repubblica e al ministro per i Beni culturali.
Ora finalmente questo patrimonio in gran parte sconosciuto potrà essere analizzato e studiato, aprendo nuove prospettive nel campo degli studi verdiani e fornendo un indispensabile corredo di documentazione per il completamento delle edizioni critiche delle opere musicali di Giuseppe Verdi.

Leggi anche : Nel covo degli innamorati di Verdi. (E di Toscanini)

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