Cascinapiano: “impotenza” e vergogna di politica e burocrazia

Cattura

Non amo il qualunquismo anti-politica. Anzi, da sempre ringrazio chi ha le competenze e la voglia di sobbarcarsi quell’attività di pubblico amministratore che è certamente fra le più difficili e ingrate, e dalla quale noi ci teniamo lontani per essere poi prontissimi alle critiche e lamentele. Ma la vicenda di Cascinapiano deve fare vergognare tutti. 

Che cosa c’è di peggio, per una collettività, che veder perdere una vita di soli 17 anni, vedere una famiglia piangere, con la grande e generosa forza di dedicare quella che sarebbe stata la festa dei 18 anni di Filippo all’incoraggiamento dei progetti dei suoi coetanei al liceo Bertolucci (leggi qui) ? Che cosa c’è di più grave del non saper saputo recepire e rimediare alle denunce dei pericoli che da anni venivano indicati in quel punto maledetto del rettilineo fra Torrechiara e Cascinapiano?

Di “peggio” (ovviamente al di là della vita perduta che resta l’unica cosa davvero irreparabile) c’è vedere quella mamma costretta, un anno dopo, a riscrivere la propria denuncia, perchè in quel luogo è cambiato poco o nulla. Un po’ di luce in più, ma nessun intervento per disciplinare gli eccessi di velocità di troppi automobilisti.

“Sono allo studio interventi” fu detto allora. Allo studio? Dopo un anno…? Ma che politica e che burocrazia abbiamo se in 12 mesi non si riesce a fare un dosso (non il ponte di Casalmaggiore o un’autostrada, ammesso che di quest’ultima ci sia bisogno…)?

Avevamo proposto che fossero almeno disegnate delle strisce pedonali all’altezza dell’attraversamento per raggiungere la fermata del bus. Ci è stato detto che sarebbe un intervento controproducente: ma allora che cosa ci fanno quelle strisce che vedete nella foto sopra a soli 100 metri di distanza e proprio all’altezza della fermata del bus?

Vergogniamoci tutti, di fronte a quella lettera. Chi doveva intervenire e non l’ha fatto (e se non è chiaro chi deve intervenire fate uno di quei benedetti “tavoli” dietro che tante volte abbiamo raccontato nelle cronache quando si doveva dare l’impressione di affrontare questo o quel problema) e anche noi siamo forse stati troppo tempo a guardare. Teniamoci tutti quella lettera in evidenza davanti al pc, per evitare che quella mamma non sia costretta a scriverne un’altra. Altrimenti cambiamo mestiere…

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