Parma: quando le trasferte erano a Palazzolo

fb

Fra il possibile arrivo di Balotelli e il vicino arrivo (da avversario) di Cristiano Ronaldo, e tutto il fascino ma anche gli eccessi della ritrovata serie A, mi è venuta voglia di riprendere in mano il libro che Massimo Zanoni (docente, sportivo e politico ma soprattutto tifoso crociato dalla storica memoria) ha dedicato tre anni fa alle emozioni, alle trasferte e spesso alle sofferenze di quando i crociati veleggiavano più spesso fra serie C e D, e già la B appariva un sogno.

Già la prefazione, per chi ha la mia età, è una chicca perchè porta la firma di Orazio Rancati (da Morbegno), che pur avendo militato appunto in un Parma di D e C è stato uno dei giocatori di più limpida classe nella storia del Parma, anche se poi gli anni della serie A hanno arricchito la galleria con campioni di livello internazionale. Zannoni racconta (e i tifosi di oggi schizzinosi e un po’ viziati da tanti anni di A dovrebbero leggere) storie dal sapore datato ma genuino.  Quando Milan e Inter le si vedevano solo in amichevole e il tifo “contro” che avrebbe poi partorito degli squallidi “Devi morire” arrivava al massimo ad un dialettale e rimato “Altafè lävot i pè” contro il brasiliano del Milan Altafini…

Ci sono tanti episodi divertenti, come l’arrivo dei tifosi napoletani che nell’invasione della città per la gara che avrebbe dato loro la promozione in A (1965) avevano al seguito un falso Canè (attaccante partenopeo) che si era dipinto di nero dietro compenso di 50mila lire. Ci sono personaggi apparentemente “minori ” , ovvero non campioni famosi, che però hanno lasciato un posto nella storia e nel cuore del tifo crociato: come il portiere Gianni Uccelli o come Ideo Bertozzi che un anno vinse il referendum fra i tifosi quale miglior giocatore crociato. E poi ci sono i derby col San Secondo del 1969, i giornalini da stadio, i due spareggi-promozione di Vicenza, l’immagine di un ragazzo in Cina con la maglietta gialloblù di Sensini. Ma questa è già la storia di un altro Parma, anche se oggi quella storia si è ricongiunta (dopo tante gioie e tante nuove sofferenze) a quella maglia crociata che è nel cuore di Zanoni e di tanti di noi.

 

Annunci

“Non avrete il mio odio”, quasi un anno dopo. Un libro di angoscia e di amore

non-avrete-mio-odio

Lo avevo acquistato in edicola, pubblicato dal Corriere, ancora sull’onda di quel post su facebook che aveva fatto il giro del mondo, con quelle parole che vedete nel titolo di copertina: parole di un uomo che ha perso la moglie nell’attentato terrorista del Bataclan a Parigi. Oggi quasi per caso (e mi accorgo che fra un mese sarà già trascorso un anno) mi è venuto tra le mani e ho iniziato la lettura. E’ stato un violentissimo pugno nello stomaco: un viaggio parallelo fra angoscia e amore, fra un dolore infinito e incurabile e un sentimento talmente forte (per la moglie morta, per il figlio da far crescere) da sovrastare l’odio e la violenza di chi attuò e organizzò quella strage e fece spargere quel sangue innocente.  Continua a leggere ““Non avrete il mio odio”, quasi un anno dopo. Un libro di angoscia e di amore”

Maria di Ísili

libri

Una delle sfide con cui mi piacerebbe farcire il mio blog è l’invito a leggere, approfondire, sudiare…  Detta a ferragosto rischia di essere piuttosto impopolare, ma in fondo questo è il bello di essere editori di se stessi e di non doversi confrontare con auditel e simili. Così, ecco “Billybook”: senza pretese, e anzi da ignorante, libri che hanno emozionato me e che potrebbero emozionare anche voi.

Maria di Ísili – di Cristian Mannu (ed. Giunti, premio Calvino 2015)

Se amate la Sardegna, oltre al mare smeraldo dovreste amare anche l’aspra, cocciutamente orgogliosa ma nobilissima (e quasi sempre amabilissima) popolazione. E se in vacanza è quasi inevitabile vivere fra spiagge e isolette, almeno sui libri occorrerebbe cercare quello spirito forte.

La Maria del primo romanzo di Cristian Mannu (che non a caso si è subito meritato il Calvino) è giovane, troppo giovane per non commettere uno sbaglio Continua a leggere “Maria di Ísili”

Matti di Parma: la città a rovescio

image

In realtà è un mio errore con l’iPhone. Ma a ben pensarci, la copertina al contrario può essere un buon modo per introdurre il “Repertorio dei matti della città di Parma”, piacevolissima e stimolante lettura di questo luglio.

E’ a cura di Paolo Nori, di cui da sempre – pur da profano – mi piace molto lo stile di scrittura. Che qui ritrovo anche se in realtà il libro è “solo” a cura di P.N., e porta invece una serie di firme che hanno scritto per Parma ciò che è stato già fatto in altre città.

I “matti”, da sempre e ovunque, sono una categoria inquietante e allo stesso tempo rassicurante per chi vuole distinguersene. Ma poi, a ben scavare, ci si accorge che certi “matti” sono più normali e più veri dei “normali”. E il Repertorio curato da Nori ce lo conferma.

In poche righe nella stessa pagina, ad esempio, convivono due esempi: “Uno strappava i biglietti in un cinema porno. Alla famiglia aveva detto che faceva l’operaio” e “Uno ha comprato il Parma calcio per un euro, poi l’hanno arrestato”. Quale delle due è vera e quale inventata? O entrambe inventate? O entrambe vere? E nell’ultimo caso, chi dei due è il “vero matto”?

A volte c’è da sorridere, a volte c’è da ricordare la “pazzia” dei Geni (da Verdi a Toscanini), a volte c’è da riflettere (anche per noi giornalisti) e c’è da rimpiangere la Parma del Màt Sicuri o di Temilaluce: fuori dagli schemi ma sicuramente meno dannosi di quando abbiamo potuto pensare che sopra un rigagnolo si potesse creare il nostro Rialto o Ponte Vecchio. O quando si propose di rinominare il parco Falcone-Borsellino in parco Sandra e Raimondo…