“Non avrete il mio odio”, quasi un anno dopo. Un libro di angoscia e di amore

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Lo avevo acquistato in edicola, pubblicato dal Corriere, ancora sull’onda di quel post su facebook che aveva fatto il giro del mondo, con quelle parole che vedete nel titolo di copertina: parole di un uomo che ha perso la moglie nell’attentato terrorista del Bataclan a Parigi. Oggi quasi per caso (e mi accorgo che fra un mese sarà già trascorso un anno) mi è venuto tra le mani e ho iniziato la lettura. E’ stato un violentissimo pugno nello stomaco: un viaggio parallelo fra angoscia e amore, fra un dolore infinito e incurabile e un sentimento talmente forte (per la moglie morta, per il figlio da far crescere) da sovrastare l’odio e la violenza di chi attuò e organizzò quella strage e fece spargere quel sangue innocente.  Continua a leggere ““Non avrete il mio odio”, quasi un anno dopo. Un libro di angoscia e di amore”

Maria di Ísili

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Una delle sfide con cui mi piacerebbe farcire il mio blog è l’invito a leggere, approfondire, sudiare…  Detta a ferragosto rischia di essere piuttosto impopolare, ma in fondo questo è il bello di essere editori di se stessi e di non doversi confrontare con auditel e simili. Così, ecco “Billybook”: senza pretese, e anzi da ignorante, libri che hanno emozionato me e che potrebbero emozionare anche voi.

Maria di Ísili – di Cristian Mannu (ed. Giunti, premio Calvino 2015)

Se amate la Sardegna, oltre al mare smeraldo dovreste amare anche l’aspra, cocciutamente orgogliosa ma nobilissima (e quasi sempre amabilissima) popolazione. E se in vacanza è quasi inevitabile vivere fra spiagge e isolette, almeno sui libri occorrerebbe cercare quello spirito forte.

La Maria del primo romanzo di Cristian Mannu (che non a caso si è subito meritato il Calvino) è giovane, troppo giovane per non commettere uno sbaglio Continua a leggere “Maria di Ísili”

Matti di Parma: la città a rovescio

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In realtà è un mio errore con l’iPhone. Ma a ben pensarci, la copertina al contrario può essere un buon modo per introdurre il “Repertorio dei matti della città di Parma”, piacevolissima e stimolante lettura di questo luglio.

E’ a cura di Paolo Nori, di cui da sempre – pur da profano – mi piace molto lo stile di scrittura. Che qui ritrovo anche se in realtà il libro è “solo” a cura di P.N., e porta invece una serie di firme che hanno scritto per Parma ciò che è stato già fatto in altre città.

I “matti”, da sempre e ovunque, sono una categoria inquietante e allo stesso tempo rassicurante per chi vuole distinguersene. Ma poi, a ben scavare, ci si accorge che certi “matti” sono più normali e più veri dei “normali”. E il Repertorio curato da Nori ce lo conferma.

In poche righe nella stessa pagina, ad esempio, convivono due esempi: “Uno strappava i biglietti in un cinema porno. Alla famiglia aveva detto che faceva l’operaio” e “Uno ha comprato il Parma calcio per un euro, poi l’hanno arrestato”. Quale delle due è vera e quale inventata? O entrambe inventate? O entrambe vere? E nell’ultimo caso, chi dei due è il “vero matto”?

A volte c’è da sorridere, a volte c’è da ricordare la “pazzia” dei Geni (da Verdi a Toscanini), a volte c’è da riflettere (anche per noi giornalisti) e c’è da rimpiangere la Parma del Màt Sicuri o di Temilaluce: fuori dagli schemi ma sicuramente meno dannosi di quando abbiamo potuto pensare che sopra un rigagnolo si potesse creare il nostro Rialto o Ponte Vecchio. O quando si propose di rinominare il parco Falcone-Borsellino in parco Sandra e Raimondo…