Veronica, fra Luna, arcobaleni e poesia

veronica biancardi

Mi ha colpito vedere che nei giorni scorsi sarebbe stato il suo 48° compleanno (27 ottobre). E che era nata poche settimane dopo la Luna, e quel primo piccolo passo di uomo ma grande passo per l’Umanità. Lei che per sempre la vita ha fermato a questo splendido sorriso da 13enne  che neppure la malattia inarrestabile aveva saputo cancellare.

Me la rivedo davanti nella scuola media di Baganzola, per una intervista a Tv Parma  (guarda il video) che mi avrebbe segnato il lavoro e la vita. La semplicità delle sue risposte condite dai sorrisi poteva raccontare una storia come tante: la ragazzina più brava della classe, capace magari di primeggiare a qualche concorso, oppure con versi un po’ meno infantili di quelli delle coetanee ma destinati comunque a un cassetto.

Si sapeva che Veronica era ammalata gravemente, anche se ovviamente si sperava nei miracoli che talvolta riescono alla Scienza. Le feci leggere una poesia che mi era piaciuta:  “Domani andrà meglio”  (“perchè se c’è / qualcuno che / sorride a te / un domani ancora c’è“). Il resto, a una prima occhiata frettolosa, poteva appunto sembrare semplicità acerba ed ingenua…

…Ma poi lessi meglio e ci furono anche gli altri libri. La 13enne con il sorriso rivelò, magari mescolandole con pensieri da ragazzina, parole di una profondità incredibile: quella che nella intervista la sua professoressa aveva giustamente definito “ricerca di Assoluto”. Come se il progredire del male avesse portato a Veronica, contemporaneamente, la consapevolezza triste di non farcela e l’energia per lasciare ai suoi genitori e a tutti noi parole comunque di gioia e di riflessione.  Dall’invito che mi ha accompagnato da quel giorno sulle mie varie scrivanie (“…comincia tu / il mattino seguente / a sorridere alla tua giornata, / al tuo futuro“). A quella riflessione, amara ma dolcissima, che è tuttora fra i versi più toccanti e maturi che abbia letto sul momento più difficile della nostra vita: “Quando ci si saluta / o si dice anche un addio / bisogna essere sempre felici e sorridenti / perchè tutto andrà sempre / nel migliore dei modi“).

PARMASTORIA – personaggi e immagini del nostro passato: leggi

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La storia più bella raccontata dalla penna più fine: un viaggio sulla strada di Padre Lino con le parole di Giorgio Torelli

padre lino

Quel viso ad angoli, quel “bazlòn” (il mento prolungato), quei sandali che sembrano non voler mai toccar terra nel loro correre per la città. Già solo a vederlo in monumento, alla Villetta circondato anche in questi giorni dai fiori o in piazzale Inzani  nel suo Oltretorrente, Padre Lino vive.   Continua a leggere “La storia più bella raccontata dalla penna più fine: un viaggio sulla strada di Padre Lino con le parole di Giorgio Torelli”

Dossier allerta – Tutte le previsioni prima della piena (Gazzetta di Parma 2014)

Alluvione 3 anni dopo
In attesa dell’esito dell’inchiesta della procura, questa ricostruzione sulla Gazzetta web mi sembra ancora attualissima, anche per il futuro
Con anche la coincidenza delle nuvole “mammatus” che “annunciarono” l’inondazione:

http://www.gazzettadiparma.it/news/parma/226351/Alluvione-e-polemiche–a-Parma-si-discute-sul-mancato-allerta-di-Pizzarotti.html

Alluvione 3 anni dopo: sembra incredibile che quel “prato” secco possa essere stato un mostro di acqua e fango

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Vedi le pietre e l’erba secca. Non una goccia d’acqua, lì dove l’acqua si accumulò e si gonfiò mostruosamente: tanto da sferzare il ponte dei Carrettieri e farlo quasi tremare, dopo avere già spazzato via quello della Navetta; tanto da sollevare come fuscello un container sbattuto poi contro le ringhiere; tanto da forzare, alla fine, l’uscita verso piazzale Fiume: e da lì la discesa verso l’edicola, verso Villa Parma, verso viale Villetta e addirittura verso barriera Bixio, così come dall’altra parte l’acqua si scatenava verso le Piccole Figlie, il Lauro Grossi e il Montanara tutto. A iniziare da quella centrale Telecom che avrebbe poi bloccato – quasi incredibilmente negli anni 2000 – una intera regione per ore e ore senza telefonia per un impianto a due passi da un piccolo argine.  Continua a leggere “Alluvione 3 anni dopo: sembra incredibile che quel “prato” secco possa essere stato un mostro di acqua e fango”

Ferraguti e la “pila” di foto che racconta un pezzo di storia di Parma

Cattura

C’è Papa Wojtyla e c’è il Màt Sicuri, che nel bianconero circondato dai piccioni sembra dipinto. Ci sono le Miss e c’è Madre Teresa. C’è la cena dei becchini dove lo mandò il sindaco Grossi: e in quel gruppo dedito ad un lavoro così particolare c’è una immagine di parmigianità seria e sorridente allo stesso tempo che, anche per il fascino del bianconero, non si può non rimpiangere.  Continua a leggere “Ferraguti e la “pila” di foto che racconta un pezzo di storia di Parma”