L’ex carcere di San Francesco nelle foto di Francesca Bocchia (Gazzetta dell’Emilia)

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Il Guareschi di Guido Conti: una vita da romanzo. E un 50° da onorare

Giovannino_Guareschi copyright free

C’è il Guido Conti più noto: lo scrittore di romanzi e racconti collocato stabilmente fra i protagonisti della letteratura italiana a cavallo del Duemila. Poi c’è un Guido Conti che, memore anche della lezione di Tondelli, ha diffuso cultura con la sua attività di direttore della Mup e con la rivista Palazzo Sanvitale.

Ma c’è anche un Guido Conti bravissimo a raccontare le vite degli altri. Lo avevo conosciuto in questa veste tre anni fa, quando si era cimentato con la sfida di descrivere un mondo a lui quasi sconosciuto (quello del calcio) e un personaggio che in quel mondo era immerso: Arrigo Sacchi. E qui Guido  non solo era stato bravissimo a…dribblare l’insidia di un argomento poco familiare, ma addirittura aveva costruito, prima del racconto calcistico, un godibilissimo prologo sugli anni giovani di Arrigo con episodi romagnoli degni dell’Amarcord felliniano.

Dieci anni fa, il racconto di una vita altrui Conti lo aveva invece dedicato a Giovannino Guareschi, con il titolo “Un umorista nel lager”. Con gli stessi pregi e il rigore della storia di Sacchi e con in più, ovviamente, il vantaggio di giocare sul suo terreno letterario. Ne erano uscite 570 pagine che anche alla lettura di oggi si confermano un fondamentale e stimolante punto di partenza per chiunque voglia approfondire o iniziare a scoprire lo scrittore di Fontanelle.

Di Giovannino c’è la vita, viva. Nascita, infanzia felice nella Bassa (luogo che manterrà il sapore nostalgico di una favola), trasferimento a Parma e incontro con Zavattini, primi lavori, la scoperta di Milano… Da subito le caratteristiche che lo accompagneranno per tutta la carriera: l’umorismo (anche nero), la creatività e l’abilità del disegnatore,  la capacità di costruire una poetica basata sui fatti quotidiani e minuti nei quali tutti i lettori potranno facilmente immedesimarsi. E, su tutto, il carattere fiero e ribelle: quello che lo porterà a urlare in strada contro Mussolini, e che negli anni lo condurrà nel lager, in carcere e ad altri guai affrontati comunque con schiena diritta e testa alta.

Giovannino sa ridere di tutto e anche di sè stesso. Ma la vita inizia presto a colpirlo ferocemente: la crudeltà del lager arriverà a fargli scrivere “Oggi mi dispiace d’esser nato”. Si aggiungeranno più avanti l’amarezza delle due condanne e forse più ancora l’amarezza dell’Italia “provvisoria” e ben lontana dagli ideali e dai sogni.  Poi l’infarto del ’62 e la morte a soli 60 anni, proprio in quel ’68 che sembrò cambiare il mondo.

Ma nei 22 anni di dopoguerra (e senza dimenticare le tante cose fatte in precedenza e che Conti bene elenca), il Guareschi provato e lacerato dalla prigionia in Polonia inventa almeno due capolavori: il Diario clandestino che racconta proprio l’esperienza del lager in un modo toccante e il Don Camillo che insieme a Peppone conquisterà lettori di tutto il mondo. E Giovannino sarà anche importantissimo, se non determinante, nell’indirizzare il voto degli italiani nelle storiche elezioni del 1948, con i suoi slogan anticomunisti.

Il Guareschi scrittore dovrebbe trovare oggi ben altro spazio su letterature e antologie che invece lo snobbano. Il Guareschi uomo pubblico, comunque si giudichino le sue idee, è a sua volta un personaggio speciale ed atipico di cui dovremmo ragionare oggi nella nostra Italia: basti pensare al modo in cui seppe affrontare la vicenda del carcere rifiutando la possibilità dell’appello con rassegnata dignità. Il Guareschi familiare non solo è l’essenza degli altri due ma spesso diviene materia letteraria a sua volta (come nel godibilissimo Corrierino delle famiglie) insieme a “Margherita”, Albertino e la “Pasionaria”. E ci sono poi nella storia di Guareschi singolari accostamenti ancora da scavare: da quello con Verdi, conterraneo genio al quale è accomunato almeno dalla “poetica del verosimile”, a quello con Pasolini contrapposto ma speculare co-autore dello strano e contestato film “La rabbia” e forse meno opposto di quanto apparirebbe.

Un Guareschi che a mezzo secolo dalla morte ha ancora tantissimo da dirci. E al quale Parma e l’Italia dovrebbero dedicare molta più attenzione e più studi: possibile che fra Parma e la Bassa non si stia pensando a iniziative per il Cinquantenario della morte…?. Raccogliendo, per cominciare,  anche i tanti spunti disseminati da Conti in questo racconto di “una vita da romanzo”.

LEGGI ANCHE – Giovannino Guareschi: viaggio alla scoperta di un Genio controverso

PARMA E IL 50° – Allego qui con piacere la risposta che ho avuto su Facebook dall’assessore alla Cultura del Comune di Parma  Michele Guerra: Parma è in un comitato regionale insieme ai Comuni di Roccabianca, Busseto, Polesine Zibello che verrà presentato a breve. Ci saranno varie attività fino alla primavera 2019

(La foto dell’articolo è tratta da Wikipedia)

Veronica, fra Luna, arcobaleni e poesia

veronica biancardi

Mi ha colpito vedere che nei giorni scorsi sarebbe stato il suo 48° compleanno (27 ottobre). E che era nata poche settimane dopo la Luna, e quel primo piccolo passo di uomo ma grande passo per l’Umanità. Lei che per sempre la vita ha fermato a questo splendido sorriso da 13enne  che neppure la malattia inarrestabile aveva saputo cancellare.

Me la rivedo davanti nella scuola media di Baganzola, per una intervista a Tv Parma  (guarda il video) che mi avrebbe segnato il lavoro e la vita. La semplicità delle sue risposte condite dai sorrisi poteva raccontare una storia come tante: la ragazzina più brava della classe, capace magari di primeggiare a qualche concorso, oppure con versi un po’ meno infantili di quelli delle coetanee ma destinati comunque a un cassetto.

Si sapeva che Veronica era ammalata gravemente, anche se ovviamente si sperava nei miracoli che talvolta riescono alla Scienza. Le feci leggere una poesia che mi era piaciuta:  “Domani andrà meglio”  (“perchè se c’è / qualcuno che / sorride a te / un domani ancora c’è“). Il resto, a una prima occhiata frettolosa, poteva appunto sembrare semplicità acerba ed ingenua…

…Ma poi lessi meglio e ci furono anche gli altri libri. La 13enne con il sorriso rivelò, magari mescolandole con pensieri da ragazzina, parole di una profondità incredibile: quella che nella intervista la sua professoressa aveva giustamente definito “ricerca di Assoluto”. Come se il progredire del male avesse portato a Veronica, contemporaneamente, la consapevolezza triste di non farcela e l’energia per lasciare ai suoi genitori e a tutti noi parole comunque di gioia e di riflessione.  Dall’invito che mi ha accompagnato da quel giorno sulle mie varie scrivanie (“…comincia tu / il mattino seguente / a sorridere alla tua giornata, / al tuo futuro“). A quella riflessione, amara ma dolcissima, che è tuttora fra i versi più toccanti e maturi che abbia letto sul momento più difficile della nostra vita: “Quando ci si saluta / o si dice anche un addio / bisogna essere sempre felici e sorridenti / perchè tutto andrà sempre / nel migliore dei modi“).

PARMASTORIA – personaggi e immagini del nostro passato: leggi

La storia più bella raccontata dalla penna più fine: un viaggio sulla strada di Padre Lino con le parole di Giorgio Torelli

padre lino

Quel viso ad angoli, quel “bazlòn” (il mento prolungato), quei sandali che sembrano non voler mai toccar terra nel loro correre per la città. Già solo a vederlo in monumento, alla Villetta circondato anche in questi giorni dai fiori o in piazzale Inzani  nel suo Oltretorrente, Padre Lino vive.   Continua a leggere “La storia più bella raccontata dalla penna più fine: un viaggio sulla strada di Padre Lino con le parole di Giorgio Torelli”

Dossier allerta – Tutte le previsioni prima della piena (Gazzetta di Parma 2014)

Alluvione 3 anni dopo
In attesa dell’esito dell’inchiesta della procura, questa ricostruzione sulla Gazzetta web mi sembra ancora attualissima, anche per il futuro
Con anche la coincidenza delle nuvole “mammatus” che “annunciarono” l’inondazione:

http://www.gazzettadiparma.it/news/parma/226351/Alluvione-e-polemiche–a-Parma-si-discute-sul-mancato-allerta-di-Pizzarotti.html