Troppe Olimpiadi nei tg. Ma è un modello di Bella Italia

viviani

Non ho cambiato idea: continuo a pensare che sia esagerato il modo (e la pigrizia) con cui i tg nazionali aprono ormai costantemente con le Olimpiadi, inanellando poi fino a 10 minuti di servizi, a volte con storie interessanti e a volte leggerini per usare un eufemismo. Resto convinto che in epoca di minestrone web-social ai giornalisti si chieda invece di restituirci la gerarchia delle notizie: quella per cui la spanciata di un ex campione olimpico non può essere più importante delle bombe sugli ospedali in Siria…

Ma sarebbe bello,almeno, se proprio questo accanimento mediatico si traducesse per noi italiani da divano/pc/telefonino in un esempio da applicare alle nostre “olimpiadi” quotidiane. Continua a leggere “Troppe Olimpiadi nei tg. Ma è un modello di Bella Italia”

La dedica di Rachele vista da Parma

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Ha fatto notizia tre volte: prima per l’arrivo in volata dopo 10 km di bracciate, che pareva le fosse valso un bronzo comunque ottimo; poi per la promozione a medaglia d’argento per la scorrettezza (che tristezza!) della rivale francese; e infine per la dedica-outing alla compagna Diletta.

Un gesto, quello della nuotatrice Rachele Bruni alle Olimpiadi, che ha colpito anche a Parma. Con commenti politici non sempre in sintonia. Continua a leggere “La dedica di Rachele vista da Parma”

Giorgio Cagnotto e una foto da medaglia

Ho cercato invano, su vari siti web, la foto che per me esprime uno dei momenti più belli di queste Olimpiadi. L’immagine, se ho visto bene, è in uno dei video mostrati oggi dai tg: Giorgio Cagnotto, dopo la medaglia di bronzo, abbraccia con affetto la figlia Tania, protagonista di una splendida impresa. Ma quando alle loro spalle compare Jennifer Abel, la canadese che fino all’ultimo ha conteso il bronzo a Tania, Continua a leggere “Giorgio Cagnotto e una foto da medaglia”

Ancora Schwazer e altri dubbi

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Il profilo facebook (sotto la foto che vedete) è ancora fermo al comunicato della speranza, prima della partenza per Rio e prima della sentenza. Oggi le immagini del ritorno in Italia hanno mostrato un atleta distrutto, capace di pronunviare solo poche parole riaffermando la propria innocenza.

Il caso di Alex Schwazer è davvero, lo ripetiamo, un giallo da risolvere al più presto. Ma qualunque sia la verità nel caso del marciatore, da un po’ di tempo le stranezze nel mondo dello sport si stanno moltiplicando.

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Di 28 ce n’è una. Ma il cannibale ne ha 31

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Nei giorni scorsi ho seguito e rispettato il “dramma” (sportivo, ovviamente) di Federica Pellegrini. E ho ascoltato tanti esperti dire che sarebbe stato praticamente impossibile per Federica mantenersi al vertice alla “venerabile età” di 28 anni contro atlete più giovani.

Ora, leggendo sul web la travagliata ma strepitosa storia di Michael Phelps, vedo che il “cannibale” del nuoto ha 31 anni. Premessa la mia assoluta ammirazione per la Pellegrini e una volta agiunto che io sono assoluto profano del nuoto,  i conti non mi tornano: qualcuno sa spiegarmi il “mistero”?

Medaglie di legno: un’idea per Sport civiltà

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Quella di cui si è parlato di più (forse perfino troppo) è certamente quella di Federica Pellegrini. Ma il medagliere azzurro di legno si sta ultimamente arricchendo.

Si tratta, come è noto, dei quarti posti alle Olimpiadi: il piazzamento “maledetto” perchè rimane il più vicino al podio di oro-argento-bronzo ma senza salirvi. E in queste ore c’è chi ha scritto che sarebbe meglio allora uscire in eliminatoria, o finire ottavi-decimi per non doversi portare dietro per tutta la vita il rimpianto sportivo di quel “pizzico” in più che poteva dare (in centesimi di secondo, in uno sparo più preciso, in un colpo di remo più potente…) la gioia di una medaglia olimpica.

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