Voleva rapire una bimba? Allora o sbaglia il magistrato o è sbagliata la legge…

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Soprattutto negli ultimi anni, ho sempre cercato – nel mio lavoro di cronista – di non fomentare sentimenti crescenti e negativi come la xenofobia, la qualunquistica avversione alla magistratura, e un senso di insicurezza a volte percepito in modo eccessivo rispetto alla realtà oggettiva. E non ho cambiato idea: quindi la prima cosa da sottolineare a proposito dell’uomo della foto, l’indiano Ram Lubhay, è che va considerato innocente fino a prova contraria.

Ma se l’accusa, ritenuta fin qui fondata almeno per giustificare un arresto, è quella di avere tentato il rapimento di una bambina di 5 anni in una spiaggia del Ragusano, che quest’uomo sia immediatamente tornato in libertà è uno scandalo… Continua a leggere “Voleva rapire una bimba? Allora o sbaglia il magistrato o è sbagliata la legge…”

Burkini: simbolo di un dialogo complicato

Mi limito a postare il video di Euronews presente su YouTube: mi sembra una questione più complicata e significativa di quanto non possa sembrare. Il servizio video espone già diversi pro e contro: forse è il caso di contare fino a 10 (da una parte e dall’altra) prima di giudicare. Il nostro futuro passa anche dalle scelte sulla liceità o meno di un costume da spiaggia.

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Qui sotto due titoli dal sito Ansa di oggi: da una parte l’impressionante numero (e ovviamente non sono solo numeri) delle vittime in mare durante un tenttivo di emigrare altrove; dall’altra le crescenti difficoltà (dai luoghi di confine come Ventimiglia a Milano) nel sostenere e nel dare risposte a presenze in costante aumento in diverse città.

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Mi chiedo come sia possibile che i tg aprano alternativamente con referendum e Olimpiadi e non si riesca a innescare un dibattito serio, che sì accolga il tema delle concrete difficoltà ma anche prenda atto di un fenomeno attualmente inarrestabile. O viceversa, se preferite: ma non, come vedo ormai da anni, con analisi superficiali o a senso unico. Non riesco a vedere, nell’Italia del 2016, una sfida che più di questa possa e debba mobilitare politici ed intellettuali, mettendo insieme tutti gli aspetti di una trasformazione multiculturale: difficoltà economiche, controllo dell’ordine pubblico (comprese ovviamente le possibili infiltrazioni terroristiche), sostenibilità sociale in genere. Ma anche, se non ci siamo davvero del tutto imbruttiti, il lato umano di quel gigantesco e tragico numero 2.742.

Per saperne di più:  http://www.ansa.it

 

Pazzia in Autocisa

Senza parole e senza commenti, ecco il video della folle manovra di un camionista rumeno in Autocisa a Pontremoli. Il camionista è stato denunciato per attentato alla sicurezza dei trasporti, multato di 8 mila euro e gli è stata revocata la patente: l’augurio è ora di non riaverlo mai più alla guida sulle strade. E anche un po’ di carcere , in questi casi, non farebbe male…

Qualcuno sta studiando il problema?

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Oggi la Gazzetta di Parma pubblica una inchiesta molto interessante sul numero dei profughi presenti nella nostra provincia, rapportato anche a quello delle altre province della regione.

(g.b.) – E’ il tema dei temi: la società multiculturale, che ci piaccia o no, è già una realtà quantificata circa nel 12% della nostra popolazione. Una città degna di questo nome dovrebbe organizzare iniziative e dibattiti per capire come gestire questo cambiamento, senza gli eccessi della xenofobia nè quelli del “tutto va bene”. A me, più che i nomi dei possibili candidati, per Parma 2017 piacerebbe sapere se ci sono partiti o movimenti che stanno studiando il problema con qualche proposta concreta.
E, sullo sfondo, noi siamo sicuri di sapere quale Parmigianità vorremmo trasmettere e insegnare a chi arriva da noi, dopo la “bellezza” di una dozzina tra bancarotte e inchieste giudiziarie-politiche in 13 anni dal crac del secolo ad oggi…?