Il Corriere e quei tragici dubbi sul rapimento dei tecnici Bonatti

Cattura

Proseguono i reportages e le indiscrezioni dalla Libia del Corriere della sera. E ci sono due filoni inquetanti, che in qualche modo si intrecciano.

Il primo riguarda la fuga verso l’Italia di molti jiahdisti dalle zone della Libia fino a pochi giorni fa controllate dall’Isis: una fuga che assumerebbe il velenoso aspetto dell’incursione nel ostro territorio per realizzare attentati. Il secondo si riallacia al rapimento dei 4 tecnici Bonatti, due dei quali vennero uccisi.

Ora il Corriere raccoglie le voci dei servizi segreti libici, che parlano di un riscatto di 13 milioni pagati dallo Stato italiano: e parte di quel denaro sarebbe finita proprio nelle ma ni dell’Isis. Sono voci di parte (i libici accusano anche l’Italia di avere mal gestito la vicenda degli ostaggi) e quindi tutto andrà verificato: ma ovviamente sono elementi che aggiungono, se possibile, ulteriore angoscia ad una storia già tragica e lacerante.

LEGGI ANCHE:

I contatti con l’Isis nel Milanese

L’articolo completo del Corriere della sera

Allarme Isis nel Milanese: contatti coi rapitori dei tecnici Bonatti?

L’allarme collegato alle ultime vicende in Libia è ormai noto, e ha già fatto innalzare il livello di allerta nei nostri porti. Ma oggi il Corriere della sera va oltre, e documenta il piano dell’Isis di inviare in Italia jiahdisti mescolati ai migranti sui barconi. Non solo, ma  elementi dell’Isis (secondo i servizi segreti libici) sarebbero già nel Milanese.

E ci sarebbero riscontri anche sul collegamento fra un pericoloso elemento, Abu Nasim, ed il gruppo che un anno fa rapì 4 tecnici della Bonatti, due dei quali poi vennero uccisi.

Leggi l’articolo completo sul sito del Corriere della sera

Le 10,25

orologio

“Orrenda” è la prima parola che si legge nella prima pagina della Gazzetta di Parma di 36 anni fa. Che poi racconta, con le parole dell’inviato Antonio Mascolo,  dei corpi straziati e delle tonnellate di macerie,  di zoccoli e bagagli scagliati a decine di metri di distanza, della corsa dei volontari all’ospedale di Bologna per donare il sangue per le cure ai 200 feriti.

Stragedibologna-2

85 morti (anche il bercetese Pier Francesco Laurenti): l’Italia delle vacanze colpita al cuore nel modo più vigliacco. Ancor più, se possibile, di quanto già visto a Piazza Fontana, a Brescia, sul treno Italicus.

Vi rimandiamo a Wikipedia  e alle altre fonti sul web se volete approfondire la lunga sequenza di indagini, depistaggi, condanne, ipotesi alternative… Quel che è certo, è che per Bologna come per le altre stragi non conosciamo ancora la verità: soprattutto, non sappiamo chi ha deciso quelle carneficine, chi si è reso mandante dell’orrore inumano.

Ecco perchè, 36 anni dopo, è giusto che quell’orologio segni ancora le 10,25: segni un orario senza tempo nell’attesa della Verità.

strage

LEGGI ANCHE:

Un solo grande silenzio

Un millesimo

Matti di Parma: la città a rovescio

Non ci ha solo fatto ridere